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La mia rosemary apple pie per il Club del 27!


Oggi con il Club del 27, partiamo per un viaggio nel profondo sud degli Stati Uniti per rispolverare una delle preparazioni simbolo degli USA: le mitiche "pies", sono le torte di nonna Papera, di Biancaneve, fonte primaria di quel "comfort" che tutti ricercano nel "food", spesso senza trovarlo.
Noi abbiamo trovato non una fonte, ma una miniera nel bellissimo libro "The Southern Pie Book" di Southern Living
Io ho scelto una pie con le mele (what else?) abbinate ad un ingrediente  che mi ha subito stuzzicato il palato: il rosmarino. Un azzardo? forse, ma avete mai provato ad assaggiarla?

 Rosemary Apple Pie





























 
1 teglia per crostate con fondo amovibile Ø22
per la base (ho raddoppiato le dosi indicate sul libro)
200 g farina 00
160 g farina di mais fioretto
80 g zucchero a velo
scorza di limone grattugiata
un pizzico di sale
230 g di burro a cubetti
150 g di acqua ghiacciata 
per la farcia
3 mele granny smith tagliate a fettine sottili
succo e scorza di un limone
1 rametto di rosmarino fresco tritato
un pizzico di sale
60 g di zucchero più un paio di cucchiai
50 g di burro in cubetti

Preparare la base mescolando i primi 5 ingredienti in una ciotola, aggiungere il burro freddo e con la punta delle dita o con una forchetta amalgamare fino ad ottenere un composto che assomiglia a sabbia bagnata. Aggiungete l'acqua fredda un cucchaio alla volta fino a che l'impasto non starà insieme e gli ingredienti secchi saranno ben amalgamati. Coprite con pellicola e fate riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Accendete il forno a 200° statico.
Stendere l'impasto su un piano infarinato e disporlo nella teglia, refrigerate 10 minuti.
Mescolate le fettine di mela con il succo di limone, lo zucchero, il sale e il rosmarino tagliato.
Disponetele una vicino all'altra a raggiera leggermente sovrapposte, cospargete con un paio di cucchiai di zucchero e qualche pezzetto di burro.
Infornate per 50 minuti, coprendo con un foglio di alluminio dopo i 35 minuti per evitare che scurisca troppo.


Capesante sous-vide con salsa olandese alla vaniglia e cipollotti saltati



Sfida MTChallenge Smart sulla tecnica del sous-vide o cottura a bassa temperatura sotto vuoto. Fattibile anche in casa anche senza la specifica attrezzatura se non un termometro digitale da cucina e qualche altra cosa normalmente presente in una casa.

Con la cottura sotto vuoto a bassa temperatura si può preparare praticamente qualsiasi tipo di cibo, dal carne al pesce, alle verdure alle uova e consente al cibo di conservare tutto il suo sapore, mantenendolo meravigliosamente morbido e dalla consistenza perfetta. Basta seguire alcuni accorgimenti, e controllare scrupolosamente tempi e temperature.

Ho pensato di testare questa tecnica preparando un antipasto con delle capesante, molluschi che spesso vengono rovinati dall'eccessiva cottura rende la loro carne da morbida a stopposa. Devo dire che è la tecnica perfetta per gustarle al meglio (delicate loro e delicata la tecnica) il risultato è stato ottimo! La freschezza del limone e dello zenzero ha bilanciato la salsa olandese e il cipollotto ha dato quel tocco di sapore in più che ha reso il tutttto molto buono.
E le capesante hanno "sguazzato" un bel pò.. :))


Capesante sous-vide con salsa olandese alla vaniglia e cipollotti saltati



per 2 persone
4 capesante (tenete da parte 2 conchiglie)
per la marinata
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di olio evo
un pezzetto di zenzero grattugiato

per la salsa olandese alla vaniglia
2 tuorli
mezza bacca di vaniglia
60 g di burro
2 cucchiai di limone
scorza di limone grattugiata
sale 

1 cipollotto novello
sale, pepe q.b.
olio evo q.b.
1 sacchetto frigo con minigrip
1 griglia da forno
3 mollette da bucato
1 termometro da cucina
1 pentola capiente dai bordi alti


pulire e sciacquare le capesante, toglierle dalla conchiglia e inserirle nel sacchetto frigo con chiusura minigrip con l'olio, il limone e un pezzetto di zenzero grattugiato
chiudere e riporre in frigo un paio d'ore

nel frattempo preparate la salsa olandese sbattendo in una ciotola di acciaio o vetro i tuorli con il succo di limone e un pizzico di sale, trasferite la ciotola su una pentola con un pò d'acqua in leggera ebollizione aggiungete a poco a poco il burro precedentemente fuso con i semini di vaniglia e fatto raffreddare, attendete che i tuorli abbiano assorbito bene prima di aggiungerne altro.
Continuate a mescolare con una frusta fino a che la salsa non si sia addensata. Toglietela da sopra la pentola e tenetela al caldo.
Vi segnalo a riguardo un post che vi sarà di aiuto come lo è stato per me, targato MTChallenge ovviamente!

Riempite la pentola con acqua e portatela a 60° trasferite poi la pentola sul fuoco più piccolo al minimo. Per creare il sottovuoto anche senza macchina, potete chiudere il sacchetto lasciando solo un angolino aperto, fatelo scorrere lungo il bordo del tavolo e quando l'aria è uscita tutta richiudete subito. Con le mollette da bucato fissate la busta con le capesante alla griglia.
Immergete il sacchetto nell'acqua facendo attenzione che non tocchi il fondo della pentola e lasciate cuocere per 50-60 minuti controllando la temperatura spesso (io ogni 10 minuti, ma sono ansionsa :))

Trascorso questo tempo versate i liquidi della marinata e cottura in una padella calda, aggiungete un filo d'olio ancora e fate saltare qualche minuto i cipollotti puliti, lavati e tagliati in 4. Regolate di sale e pepe, aggiungete anche le capesante e fate rosolare brevemente (pochi secondi) da un lato e dall'altro.

Servitele nelle loro conchiglie condendole con il fondo di cottura, con i cipollotti e la salsa olandese e decorate ciascuna conchiglia con la mezza bacca tagliata a metà.

Una coxinha o un' arancina?


Mtchallenge ai tempi della quarantena causa Covid-19 si chiama Mtc Smart, perchè sfida e ricette si condividono nella pagina Facebook ma anche credo perchè dobbiamo tutti diventare ancora più intelligenti e fantasiosi in cucina, arrangiandoci con gli ingredienti che abbiamo a disposizione in casa.
Io sto vivendo questo periodo con un molta preoccupazione. Ho dei momenti di sconforto, che sfogo principalmente in cucina e a fare qualche passaggio a baseball in giardino con i ragazzi.
Per il resto sono in ufficio,facendo slalom pazzeschi per cercare di non entrare in contatto con i colleghi, passo più tempo a lavarmi le mani e disinfettare la tastiera del PC e il resto che a lavorare a momenti.. poi non mi ricordo mai se ho toccato questa o quella cosa con quale mano, ma allora la devo rilavare? disinfettare? che casino...!!
Ma soprattutto, quando finirà? Per come la vedo io sarà molto lunga e non torneremo alla normalità in tempi brevi (mesi) ma ci vorrà di più. E  dobbiamo ritenerci fortunati a non essere contagiati o malati in un letto di ospedale, o peggio, intubati ad un respiratore.
Con tutta questa allegria, meno male che ci sono le ragazze di Mtchallenge che mi distraggono con le loro ricette e racconti pazzeschi di cucina.
Alessandra poi addirittura ci regala ogni settimana delle chicche di sapienza legate al cibo, alla sua storia e alle sue origini attraverso dei video pubblicati dall'Accademia 1953 di Singapore, dove vive ormai da diversi anni. Come sei lontana, Ale! In questi giorni di lockdown, mi sembra che i chilometri che ci dividono non sono più 8 mila e rotti ma almeno il doppio, forse perchè siamo tutti "rinchiusi" ognuno nelle proprie case e chissà quando si potrà ritornare a viaggare e allora questa forzatura mi fa sentire ancora di più la lontananza. Mi consolo però vedendoti in video, un appuntamento che aspetto sempre con grande trepidazione.

Se non si puà viaggiare fisicamente, almeno virtualmente non ci sono limiti.
Questa volta l'MTChallenge Smart ci propone di rivistare una ricetta estera di pollo e farla italiana, adattandola e modificandola non solo con la fantasia ma anche e soprattutto con quello che abbiamo in casa.

Sono andata in Brasile, dove ho trovato questa ricetta delle Choxinhas (piccole cosce) crocchette ripiene di pollo impanate e fritte dalla forma appunto di una coscia di pollo. E' un popolare street food brasiliano, ma quello che mi ha divertito di più è conoscere la storia di come sono nate.
In pratica, tutto è iniziato da un capriccio del piccolo erede al trono della famiglia reale brasiliana che pretendeva di mangiare cosce di pollo anche quando non erano disponibili. Se fosse nato in casa mia, due smatafloni di mia mamma avrebbero risolto in breve tempo l' "empasse", ma ovviamente il piccolo reale non si poteva deludere e così lo chef di corte si inventò questa ricetta, costituita da pollo tagliuzzato, insaporito e modellato a forma di coscia di pollo, impanato e fritto.  Un successone.

Io ho pensato di farlo diventare un'arancina siciliana, altro street food famosissimo ma di casa nostra, della bellissima Sicilia (Katia just for you! :)) . Sono partita dalla marinatura del pollo, l'ho bollito per ottenere il brodo ed in ultimo l'ho affumicato (volevo dargli un sapore extra, un twist) in onore di Greta che ci insegnò la tecnica dell'affumicatura in una sfida di un paio di anni fa. Volevo dargli ancora sapore e una certa cremosità e l'ho unito, invece che al cream cheese previsto dalla ricetta originale (ovvove!!) ad una vellutata fatta col brodo di pollo ottenuto (per la ricetta ho sempre attinto all'immenso archivio Mtchallenge) - che mi è servito anche per cuocere il riso - per avvolgere il pollo (anche qui la sfida delle arancine siciliane di Mtchallenge si è rivelata preziosa!).
Tutto qui, semplice e divertente. Spero di non essere andata fuori tema.
Le coxinhas erano gustose e saporite, morbide e tutto 'sto ambaradan ha permesso al pollo di non risultare stopposo o asciutto.
L'unica cosa che non ho fatto è la vignetta. Mi succede spesso, quando sono un pò giù o in un periodo non facile, di avere come un blocco. Non mi vengono idee, non mi viene da ridere e quindi non c'è verso di fare una vignetta delle mie, insomma. Perdonatemi, se mi verrà in futuro lo aggiungerò qui.




250 g di petto di pollo
Per la marinata
1 notte di tempo
2 foglie alloro
2 spicchi aglio schiacciati
2 foglie di basilico
qualche grano di pepe nero
1 rametto di rosmarino -
noce moscata grattugiata
2 cucchiai olio d'oliva extravergine
il succo e la scrza di mezzo limone
Per il brodo
tutta la marinata
1 cipolla piccola
(non avevo nè carote, nè sedani ..ebbene sì)
1 litro d'acqua circa 
(il pollo deve essere coperto almeno di un paio di centimetri)
sale grosso a fine cottura
Per l'affumicatura del pollo metodo a freddo
le bucce dell'aglio 
le foglie d'alloro asciugate e un rametto
il rametto di rosmarino asciugato
i grani di pepe asciugati
la scorza di limone idem
un cucchiaio di riso

Per la vellutata
metà del brodo ottenuto
50 g di burro
50 di farina 
la cipolla usata nel brodo
Parmigiano grattugiato q.b.
sale, pepe e noce moscata
Per il riso
150 g di riso circa
olio evo
l'altra metà del brodo ottenuto
burro e Parmigiano per mantecare
Per la panatura
pangrattato
Per la lega
100 g di farina
200 g di acqua 
(o anche brodo se ve ne è rimasto)
Per friggere
Olio di arachidi
Strutto


La sera preparate la marinata unendo il petto di pollo a fette e tutti gli ingredienti in una ciotola di vetro, coprite con pellicola e lasciate in frigo 1 notte.

Brodo: Il giorno dopo mettete tutto in una pentola (fuorchè il basilico che l'ho tritato e aggiunto al pollo alla fine), aggiungete l'acqua e fate sobbollire a fiamma bassa per mezz'ora. Salate a fine cottura e fate raffreddare.
Filtrate il brodo e asciugate gli ingredienti.
Per l'affumicatura asciugate anche il pollo tamponandolo con carta assorbente e mettetelo in un  cestello per la cottura a vapore.
Sul fondo di una pentola che lo possa contenere mettete un cestino fatto con due fogli di alluminio, all'interno mettete tutti gli ingredienti per l'affumicatura e accendete la pentola a fuoco vivace. (io ho agginto anche qualche altro ramo di rosmarino senza foglie o aghi) Quando si vede il filo di fumo coprite col coperchio in modo che la pentola si riempa di fumo.

Ora con uno scatto felino inserite velocemente il cestello col pollo dentro la pentola. Richiudete e spegnete il fuoco. Lasciate così per una mezz'ora.

Nel frattempo preparate la vellutata rosolando la cipolla (presa dal brodo) tritata col burro, unite la farina e fate un roux, aggiungete il brodo e fate cuocere per ottenere una vellutata piuttosto densa e compatta. Regolate di sale, pepe e noce moscata, unite il Parmgiano alla fine e fate raffreddare.

Preparate anche il riso come fosse un risotto: tostatelo qualche minuto in pentola con un filo d'olio evo, aggiungete il brodo man mano che viene assorbito dal riso, fino a fine cottura (non deve essere al dente) mantecate con burro e Parmigiano.
Fate raffreddare completamente.

Ora tritate il pollo al coltello, aggiungete la vellutata e se occorre regolate di sale, pepe e noce moscata.
Preparate tutto l'occorrente per fare le vostre coxinhas-arancine: mettete in un piatto grande un bello strato di pangrattato, in una ciotola capiente mescolate la farina e l'acqua fino ad ottenere una pastella (la lega), mettete il riso in una ciotola e la mistura di pollo in un'altra.




Con le mani bagnate prendete una quantità di riso che vi riempi il palmo della mano, aggiungete la mistura di pollo dandogli una forma allungata come una coscia di pollo, coprite con altro riso e pressate aggiustando la forma. Bagnate la coxinha nella lega di acqua e farina e impanate nel pangrattato. Appoggiate su un piatto coperto con carta forno. Continuate allo stesso modo fino alla fine degli ingredienti.



Fate riposare in frigo le coxinhas mentre in una pentola non troppo grande ma dai bordi alti scaldate l'olio e lo strutto a fiamma vivace. Quando saranno a temperatura (verificate con lo stecchino immerso se fa le bollicine attorno è ok) friggete le coxinhas massimo una/due alla volta per non abbassare troppo la temperatura dell'olio. 

Friggete fino a doratura (qualche minuto) fate asciugare su carta assorbente e servite ben calde su foglie di insalata.
Sono buonissime così, non serve la salsa perchè la vellutata dentro il pollo con la cottura si ammorbidisce e fa da salsa al pollo. Tutto in uno, pratico e veloce. Proprio uno street food!!
 



I miei spatzle con spinaci per il Club del 27



Oggi al Club del 27 riproponiamo alcune ricette tratte dal libro MTChallenge "Facciamo gli gnocchi" dedicato appunto agli gnocchi, dai tradizionali ai regionali passando anche per le proposte internazionali. Insomma un vademecum che non può veramente mancare nella vostra cucina!

Io ho voluto fare gli spatzle, ricetta proposta nel libro da Manuela Valentini del blog Profumi e Colori, nonchè trentina doc!
Seguite il link al suo blog, dove spiega benissimo anche il modo di fare questi deliziosi gnocchetti anche senza il tipico attrezzo per spatzle.
Inizialmente ho pensato che non ce l'avrei mai fatta, invece è stato più semplice del previsto e sono venuti degli spatzle spa..ZIALI!
Li ho conditi nel modo più classico che c'è, panna e speck ed erano deliziosi, ma soprattutto sono contenta di avere imparato questa tecnica nuovissima per me!
Grazie Manuela!

SPATZLE VERDI AGLI SPINACI CON PANNA E SPECK


per 4 persone
1600 g di spinaci lessati
2 uova
250 g farina
100 g acqua
sale fino
noce moscata
100 g di speck a listarelle
250 ml di panna fresca
100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
olio evo q.b.
sale, pepe nero q.b.


Gli spinaci lessati devono essere ben strizzati per perdere l'acqua di cottura, raffreddati e tritati.
Con una forchetta sbattete le uova in una ciotola con l'acqua, poi aggiungete questo composto alla farina, regolate di sale e aggiungete la noce moscata grattugiata.
Otterrete una pastella densa che ricade dal cucchiaio lentamente.
Fate riposare questa pastella in frigo per 10/15 minuti.
Nota: io ho preparato la pastella la sera prima e ho cotto gli spatzle il giorno dopo.
Nel frattempo fate rosolare lo speck in una padella calda con un filo d'olio evo e aggiungete la panna fresca e il Parmigiano Reggiano. Regolate di sale e pepe e fate cuocere per 10 minuti.
Nel frattempo portate a ebollizione l'acqua in una pentola capiente.
Con l'aiuto di un tagliere di legno prendete un pò di pastella e con una spatola stendetela un pò sul tagliere e bagnando la spatola (e anche il tagliere all'occorrenza) tagliate gli spazle direttamente sull'acqua bollente.
Procedete in questo modo con il resto della pastella.
Man mano che gli spazle sono cotti verranno a galla e con una ramina scolateli direttamente nella padella del condimento.
Servite subito con aggiunta di altro Parmigiano Reggiano.



Spaghetti alle croste di Parmigiano



In questo periodo con l’emergenza sanitaria, il lockdown e il resto abbiamo riscoperto in vari ambiti l’arte di arrangiarsi.

In cucina quest’arte si esprime al meglio sotto la voce “non si butta via niente” concetto mai così vero e riscoperto come in questi giorni. 
Anche se ad onor del vero già da secoli i nostri bisnonni, nonni, genitori ci hanno mostrato come si fa. 
Chi mi conosce un poco sa che comunque ODIO buttare via il cibo - mangiavo perfino l'omogeneizzato e le pappine di tapioca avanzate dei miei figli neonati pur di non buttarli via- anche se è cibo “di scarto”.  Anche perché niente nasce “scarto”. Lo diventa solo perché noi lo rendiamo tale per mancanza di cultura, sapere o fantasia.

Alessandra e Greta che invece di cultura, sapere e fantasia ne hanno da vendere, hanno lanciato questa sfida in puro stile MTChallenge: elaborare un primo piatto con l’elemento base un ingrediente appunto, “di scarto”. 

Io sono sempre piena di croste di Parmigiano Reggiano che conservo in frigo fino a che non mi vengono utili per insaporire una zuppa, un brodo o un sugo.

Per questa sfida le ho usate come ingrediente unico e principe per un semplice piatto di spaghetti.

La foto, come da tradizione, fa cagare. Ma so che mi perdonerete anche questa volta. Gli spaghetti invece, mi sono piaciuti moltissimo, un sapore particolare, avevano il Parmigiano "dentro" e non più "sopra" o "tutt'attorno":-)


Spaghetti alle croste di Parmigiano


-Spaghetti  (circa 80-100 gr a persona)
-Croste di Parmigiano Reggiano(circa 80-100 g a persona)
-Pepe nero macinato fresco
-Noce moscata grattugiata fresca
-Olio evo q.b.
 

Pulite le croste di Parmigiano raschiandole con un coltello e sciacquandole sotto l’acqua. Poi tagliatele a piccoli cubetti e fateli bollire nella pentola dove poi cuocerete la pasta.
Quando saranno morbide (circa 20-30 minuti) toglietele con una ramina.
Mettetene poco più della metà nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullateli bene con un filo d’olio e un pò d’acqua di cottura (nota: il formaggio tende a filare e ammassarsi, frullate a più riprese aggiungendo acqua man mano che il formaggio diventa crema).
I restanti cubetti di crosta vanno scolati e asciugati e messi in una padella già ben calda a fiamma vivace. Fateli cuocere per circa 10-15 minuti mescolando spesso per non farli bruciare. Una volta raffreddati potrete sbriciolali facilmente.
Nella pentola dove avete cotto i cubetti di crosta, aggiungete ora poco sale grosso e quando riprende il bollore buttate gli spaghetti.
Scolateli al dente e mantecate in una padella con la cremina di Parmigiano, qualche cucchiaio di acqua di cottura e ancora un filo d’olio evo, completate con pepe nero macinato e noce moscata grattugiata al momento.
Servite con le croste sbriciolate.

Il mio Double chocolate loaf cake per il Club del 27!


Nel mese dell'ammmmooore dopo aver festeggiato con la nostra metà San Valentino, ora al Club del 27 festeggiamo "noi stessi" con una carrellata di ricette pensate per "uno solo".
Quante volte vi sarà capitato di mangiare da soli, magari afferrando qualcosa dal frigo trangugiato di corsa? Male!
Anche se siamo soli, non è meglio concederci un pranzetto preparato con amore SOLO per noi? Quale miglior modo di prenderci cura della nostra personcina?
Io adoro i dolci e non potevo non scegliere questo cake al doppio cioccolato, libidinosissimo!
Seguite il link QUI, per tantissime e gustose ricette tratte da "Solo" di Signe Johansen, vi potrete sbizzzarrire!



Per uno stampo da plum-cake  cm 22x11

175g burro morbido
175g zucchero di canna
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
¼ cucchiaino di sale fino
3 uova a temperatura ambiente
100g di farina auto lievitante, setacciata
75g farina di mandorle
75g cacao amaro
una tazzina di caffè
¼ cucchiaino di bicarbonato di sodio
un goccio di latte intero, o latticello o yogurt diluito leggermente
75g di goccie di cioccolato fondente  (100g se vi piace veramente "cioccolatoso"!)


Pre-riscaldate il forno a 170°C statico e foderate uno stampo da plum cake con carta forno.
Mettete il burro con lo zucchero, la vaniglia e il sale in una ciotola e lavorateli con una frusta per 5/10 minuti, fino a che non otterrete un composto sofficie e chiaro (usate un frullino elettrico o la planetaria).

Aggiungete un uovo alla volta, con un cucchiaio di farina. Aspettate che sia ben incorporato all'impasto prima di procedere con le successive aggiunte di uova e farina.
Unite infine la farina rimanente, la farina di mandorle, il cacao setacciato, il caffè e il bicarbonato di sodio e mescolate per amalgamare bene il tutto. Se l'impasto risultasse troppo denso, aggiungete un pò di latte intero oppure del latticello o dello yogurt.
Unite ora le goccie di cioccolato e trasferite l'impasto nello stampo.
Cuocete per circa 40-50 minuti, controllate l'interno del dolce con uno stecchino.
Il tempo di cottura dipende dal vostro forno, controllate già dopo 35 minuti, meglio non cuocere troppo per non seccare il dolce.
Togliete dal forno e lasciate raffreddare su una gratella.
Inutile dire che è delizioso sia tiepido appena sfornato, che dopo un paio di giorni (non ci arriverà, fidatevi!)
Accompagnatelo con una bella tazza di tè, oppure con un pò di gelato alla vaniglia.

Il mio apple cinnamon pull-apart bread per il Club del 27


27 speciale questo mese!
Oggi è il compleanno di Alessandra Gennaro, aka Van Pelt, aka An Old Fashioned Lady, aka Mrs Mtchallenge, Mrs Club del 27, insomma della più copiata, di colei che ha creato di tutto e di più: la sfida più figa del web, la community più longeva (e nostalgica :), un business di successo a diecimila chilometri dal suo paese, la donna che ha il copyright sulle idee più originali, innovative e geniali della blogsfera prima e del food business in generale ora che vive in quel di Singapore dove è un'affermata business woman, appunto.
Ma avevate qualche dubbio?  :)))
Auguri di cuore Ale, anche se so che non avrai un minuto libero neanche oggi per festeggiare ti auguro di trascorrere una giornata speciale, come sei tu!

Questo mese dedichiamo il Club del 27 alle colazioni energetiche, ci vogliono proprio per ricominciare l'anno con grinta!

Io ho scelto di fare il pull-apart bread, è un panbrioche sofficissimo con mela e cannella dalla forma originale, che mi sono divertita moltissimo a realizzare!

APPLE CINNAMON PULL-APART BREAD

Per uno stampo da plum cake da 12x22cm


Impasto
380 g di farina 00
60 g di zucchero semolato
10 g di lievito di birra fresco
½ cucchiaino di sale
60 ml di latte intero
60 g di burro
3 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Farcitura
50 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella in polvere
una generosa grattugiata di noce moscata
60 g di burro
1 Mela Golden Delicious
salsa al caramello e sale grosso (facoltativo)
 
In una grande ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il lievito e il sale. Mettete il latte e il burro in una piccola casseruola dal fondo pesante e riscaldate a fiamma bassa per sciogliere il burro, appena sciolto spegnete e fate intiepidire.
Quando il latte con il burro è tiepido aggiungetelo alla miscela di farina, mescolate e poi amalgamate anche le uova e la vaniglia. Impastate per circa 10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio. Coprite la ciotola con pellicola e mettete in luogo tiepido a lievitare fino al raddoppio, circa 1 ora.
Mentre l’impasto lievita foderate lo stampo con della carta forno, lasciandola sbordare per circa 6 cm sui lati lunghi. In una ciotola mescolate lo zucchero di canna, la cannella e la noce moscata. Sciogliete il burro e fatelo intiepidire.
Rovesciate l’impasto lievitato sulla spianatoia leggermente infarinata, sgonfiatelo leggermente con le mani e poi con il mattarello stendetelo in un rettangolo di 30×45 cm. Aiutatevi con un po’ di farina se si attacca al piano. 



Disponete l’impasto in modo che il lato lungo sia di fronte a voi, spennellate tutto l’impasto con il burro fuso e poi cospargetelo con la miscela di zucchero e cannella. Sbucciate e tagliate la mela a spicchi e poi a pezzi di circa 3 cm.
 

Tagliate la pasta traversalmente in 6 strisce (5×45 cm). Cospargete la prima striscia con alcuni pezzetti di mela premendoli delicatamente nell’impasto. 
Prendete una striscia di pasta e appoggiatela sulla prima, aggiungete le mele poi completate con un’altra striscia di pasta e altre mele; ripetete con le rimanenti strisce di pasta e mele.

 






Tagliate la pila di 6 strati ottenuta in 6 parti uguali (7,5×5 cm). Prendete una pila d’impasto posizionatelo nello stampo su uno dei lati corti con i lati tagliati verso l’esterno, poi aggiungete su questo un’altra pila fino a riempire lo stampo con tutte le pile. Coprite e lasciate lievitare per 20-30 minuti.











Preriscaldate il forno a 180 °C. Cuocete il pane fino a doratura per 40- 45 minuti. Lasciate raffreddare nello stampo per 5 minuti, poi trasferire su una griglia e lasciate raffreddare ancora 10 minuti. Potete servirlo accompagnato con della salsa al caramello e se si desidera con del sale grosso.
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