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Il Castagnaccio di Saturnia per il Club del 27



Finalmente è Autunno! Stagione che adoro come adoro tutti i suoi frutti. Fra questi menzione speciale per castagne e marroni, che mi piace gustare in mille modi.
Questo mese al Club del 27 abbiamo ripreso alcune delle più belle e interessanti ricette della sfida MTChallenge #34 dedicata alle castagne

Il genio di Mai ha fatto il resto, questo splendido banner


Io ho scelto il castagnaccio, un dolce che mi ricorda quelli che preparava mia mamma quando ero piccola, una delizia di cui i sapori sono impressi nella mia memoria e che riconoscerei fra mille.
Per questo quando ho visto il meraviglioso Castagnaccio di Saturnia della bravissima Patti di Andante con Gusto non potevo resistere..

Ingredienti per una teglia quadrata di 23 cm 
250 g di farina di castagne
320 ml di acqua
1 cucchiaio 1/2 di olio extravergine (io ho usato quello di Seggiano Dop - Amiatino)
Scorza di arancia candita
Foglie di rosmarino
zibibbo o uva sultanina
25 g di pinoli
25 g di noci sgusciate
50 g di cioccolato amaro tritato grossolanamente
due rametti di rosmarino (ramerino)
un bicchierino di vin santo
In una piccola ciotola versate l'uvetta e lasciatela a mollo nel Vin Santo.
In una capiente ciotola, mettete la farina a fontana e versate al centro l'olio extravergine.
Cominciate quindi ad incorporare lentamente l'acqua fredda, e con una forchetta cominciate a mescolare , cercando di sciogliere eventuali grumi. Quando la farina avrà incorporato sufficientemente acqua, prendente una frusta e cominciate a mescolare la pastella che andrà formandosi, fino ad utilizzare tutta l'acqua, aggiungendone altra se necessario. La miscela deve essere liscia e fluida.
La consistenza dell'impasto deve essere come quella del miele liquido.
Prendete un foglio di carta da forno e bagnatelo. Strizzatelo bene e foderatevi la teglia.
Versatevi la farinata di castagne che formerà una base alta quasi un dito.
A questo punto cospargete la superficie con "i chicchi": l'uvetta strizzata, i pinoli, le noci, la scorza d'arancia tagliata a dadini, la cioccolata a pezzetti e per ultimo gli aghi di rosmarino.
prima di infornare... viene da mangiarselo a cucchiaiate!!!!
 Mettete in forno preriscaldato a 160 °C e fate cuocere per 30/35 minuti.
Il Castagnaccio non deve seccarsi troppo ne formare le solite crepe.
Fate raffreddare e servite con del buon Vin Santo.
NOTA: alcune versioni di questo castagnaccio prevedono che parte degli ingredienti, tra cui il cioccolato, siano mischiati direttamente nell'impasto.

High Dumpsideary Jam per il Club del 27!


Ritorno dopo un paio di defezioni a partecipare al mio club preferito: il Club del 27, che si riunisce virtualmente ogni 27 del mese per proporre una ricetta tratta da un libro di cucina per imparare cose nuove, per condividere esperienze, trucchi e perchè no, anche insuccessi; perchè è soprattutto da questi ultimi che si impara e ci si migliora.


Questo mese riproponiamo alcune ricette tratte dal libro "Preserving" di Emma MacDonald



Trovate tantissime ricette fatte dal Club seguendo questo link QUI.
La nostra Mai Esteve ha creato invece questo capolavoro qui:


Io ho scelto una ricetta che mi ha subito ispirata dalla lista ingredienti: la High Dumpsideary Jam

Si dice che questa confettura prenda il suo nome insolito dalla Sig.ra Dumpsideary: accortasi di non avere nulla da mettere sul suo toast, il Sig. Dumpsideary risolse il problema preparandole una confettura con frutti autunnali e spezie che aveva disponibili nella sua dispensa. E’ una ricetta molto utile se avete un surplus o avanzo di mele e pere.



Per circa 4 kg

45 minuti di preparazione

45 minuti di cottura

500 g di prugne, tagliate grossolanamente (conservate i noccioli)

1 limone (scorza grattugiata e succo)

500 g di mele adatte alla cottura (golden, renetta, gala) sbucciate, detorsolate e tagliate grossolanamente

500 g di pere (sceglietele non mature, ancora un po’ indietro) sbucciate, detorsolate e tagliate grossolanamente

15 g di zenzero fresco pelato

25 g scarsi di uvetta

1,3 kg di zucchero semolato

15 g di burro

2 chiodi di garofano

1 stecca di cannella



Legate i noccioli di prugna, la scorza di limone, lo zenzero, i chiodi di garofano e la cannella in un pezzo di garza.

Metterlo assieme a tutti gli altri ingredienti, con eccezione dello zucchero e del burro, in una padella. Aggiungere 150 ml circa di acqua e lentamente portate a bollore. Ridurre la fiamma e lasciar sobbollire pian piano per circa 20-30 minuti, dipende dal grado di maturazione della frutta, fino a che sia diventata morbida. Mescolate di tanto in tanto per evitare che si attacchi al fondo.

Togliete il sacchettino di garza, spremendolo bene in modo che i succhi si uniscano al composto e buttatelo.

Aggiungete lo zucchero e mescolate fino a che non si sarà sciolto completamente. Riportare a bollore e far bollire per 15 minuti o fino a cottura completa. Potete controllare sia con un termometro (deve arrivare a circa 105°C) oppure mettendo un cucchiaino di marmellata su un piattino freddo e lasciar raffreddare alcuni minuti. Se premendola con un dito si increspa allora è pronta per l’uso.


Nel frattempo sterilizzate i vasetti in forno in modo che siano pronti all’uso.


Togliete la padella dal fuoco e aggiungete il burro, se rimane della schiuma toglietela con una ramina.
Riempite i vasetti sterilizzati e coprite immediatamente.
Etichettate e conservate in un posto buio, asciutto e fresco.
Una volta aperto, conservate in frigo.

Che dire di questa confettura? U-N  S-O-G-N-O.
Consistenza perfetta, non frullatela assolutamente, semmai diminuite le dimensioni del taglio della frutta. Speziata al punto giusto, un gusto ed un profumo che la finirete a cucchiaiate davanti al frigo prima ancora di riuscire a tirar fuori una fetta di pane.

Il mio open sandwich pesche, erborinato e sciroppo al balsamico per il Club del 27


Oggi al Club del 27 si va in nord Europa con la carrellata di open sandwiches (smørrebrød)
tipici delle tavole dei paesi Scandinavi dove vengono serviti durante i tradizionali buffet freddi o smörgåsbord.
Il libro da cui abbiamo attinto questi meravigliose ricette è Open Sandwiches di Trine Hahnemann 



La nostra mitica Ilaria ha scritto un articolo bellissimo sull'argomento che vi invito a leggere qui.
Io ho ceduto al meraviglioso connubio pesca e formaggio erborinato, servito su una fetta di pane di segale (nella ricetta originale pane a lievitazione naturale). Condito con qualche goccia di sciroppo al balsamico è stata un'esplosione di sapori e contrasti meravigliosi.
Ve lo consiglio vivamente!


Open sandwich Peaches, blue cheese and balsamic syrup


Per 4 persone
15 g di miele (circa un cucchiaio)
60 g di aceto balsamico (circa 4 cucchiai)
4 pesche non troppo mature
30 g di burro salato
4 fette di pane a lievitazione naturale (io di segale)
50g di formaggio erborinato *io Bergader
fiori di timo o maggiorana (facoltativi)

*potete scegliere l'erborinato che più vi piace: gorgonzola, Roquefort, Blue Stilton.. ma anche formaggi stagionati come il nostro Parmigiano Reggiano

In una piccola padella sciogliete il miele, aggiungete l'aceto balsamico e lasciate sobbollire 2-3 minuti a fiamma dolce.
Lavate e tagliate le pesche a spicchi e saltatele in una padella con il burro fino a che non saranno leggermente dorate.
Tostate le fette di pane e disponetevi sopra le pesche direttamente prese dalla padella, sbriciolatevi sopra il formaggio e aggiungete qualche goccia di sciroppo al balsamico. Decorate con i fiori di timo o maggiorana (se li usate)

Gemelle diverse, due tortillas per l'Mtc



Tutto ha una fine, le cose belle come le cose brutte. In entrambi i casi, bisogna saperle lasciare andare.
Per le brutte, non c’è problema :-) ma per le belle… ah! (sospiro) per le belle, quando sono così belle che il solo pensiero di non averle più è così straziante che non il cervello non può formularlo. Così difficile che bisogna trovare un modo per farle restare :)
Allora si trova il modo di trasformarle, cambiarle, modificarle. Così, restano.
Cambiano nome, fattezze, immagine, ma nel profondo sono sempre loro, le cose belle.
E’ un po’ quello che sta succedendo all’Mtchallenge: un ciclo sta per finire, i motivi li ha spiegati Alessandra chiaramente.
Ma l’Mtchallenge è così bello, una delle cose più belle che sia mai capitata a molti di noi, che menomale che Ale ha trovato un modo per non farlo finire o almeno, lo farà finire per come lo conosciamo, ma solo per dare il via ad un nuovo inizio.
Insomma, tutta stà pippa per dirvi che questa è l’ultima sfida dell’Mtchallenge “vecchio”, quella che chiuderà il cerchio.
E sono contenta, commossa ed entusiasta allo stesso tempo (come faccio, boh :-P)  che sia la sfida della Mai. Di #quelgrangeniodellamai, che ha proposto la tortilla di patate, quella stessa tortilla che aprì le danze nel lontano 2010 con la sfida n.1 .


E' come un cerchio che si chiude, ed è buffo che anche la padella, uno uno degli elementi imprescindibili della ricetta della sfida, sia poi un cerchio. 
Un cerchio che si chiude e racchiude l'uovo fritto, che fu la ricetta/non-ricetta della sfida #zero dell'MTChallenge. Perchè tutto torna, come le ballerine e la minigonna. Il futuro che impara dal passato.
Ecco, sono partita da questo per le mie due proposte di tortilla, una classica seguendo la ricetta tradizionale proposta da Mai  a cui ho aggiunto Parmigiano e noce moscata, due ingredienti classici che adoro e che sono molto usati nella cucina bolognese, e l’altra reinterpretata da me, per la quale ho mantenuto sempre e solo i 5 ingredienti, sempre in padella ma dove l'uovo è finito al centro e fritto, mentre la patata e la cipolla si sono mescolati per racchiuderlo.

Ma iniziamo con la classica



TORTILLA DI PATATE TRADIZIONALE
di Mai Esteve - Il colore della curcuma
per una padella di 20 cm di diametro
600 g di patate
1 cipolla dorata piccola
5 uova
sale
olio
3 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato (aggiunta mia)
una generosa grattata di noce moscata (aggiunta mia)

Pelate e tagliate a tocchetti irregolari le patate, fatele rosolare in una padella con un pò d'olio evo, aggiungete poi la cipolla tagliata finemente e fate rosolare bene tutto mescolando spesso, regolate di sale e spegnete.
In una ciotola sbattete le uova, aggiuntete sale, il Parmigiano e la noce moscata grattugiata. Mescolate bene ed unite le patate e cipolla saltate. Mescolate ancora per amalgamare il tutto.
Fate cuocere in padella ben unta d'olio a fuoco basso, la tortilla non si deve attaccare nè bruciare. Fate cuocere qualche minuto poi girate la tortilla, Mai consiglia l'uso di un piatto bagnato dello stesso diametro della padella. Basta rovesciarci sopra la tortilla e farla scivolare di nuovo dentro la padella per ultimarne la cottura.
Attenzione a non cuocerla troppo, dentro dovrebbe rimanere morbida o, come dice Mai, "bavosa" :-)
Spegnete e servite.

LA TORTILLA DIVERSA


Per una padella da 20 cm diametro
600 g di patate già lessate
olio evo
sale fino
pepe nero
1 cipolla dorata piccola
1 cucchiaino di curcuma in polvere
1 pezzetto di radice di curcuma fresca bio
3 uova + 1 uovo

Schiacciate le patate lessate ed amalgamatele alla cipolla tritata finemente.
Aggiungete le tre uova, regolate di sale e pepe, aggiuntete la curcuma in polvere e mescolate bene.
In una padella scaldate un poco d'olio ponete al centro un cerchio di alluminio e versate il composto tutto attorno.

Fate cuocere da entrambi i lati, facendo attenzione al momento di girarla: togliete il cerchio di metallo e fatela scivolare delicatamente su un piatto bagnato. Appoggiatevi sopra la padella capovolta e con un gesto deciso ribaltate il tutto. Rompete l'uovo nel centro del buco e portate a cottura. L'ideale sarebbe che l'uovo fritto centrale sia cotto ma ancora morbido.
In ultimo, grattugiatevi sopra la curcuma fresca e servite subito.


Con queste ricette partecipo all'Mtchallenge #72 di Mai!


Ti faccio n'uovo! - I miei Gyeran Bbang per il Club del 27


In principio fu l'uovo.

Parte tutto da lì, se ci pensiamo.

Questo alimento perfetto, completo, sano e nutriente, versatile come pochi.

Ci hanno scritto fior di libri, sopra.

Ricette dolci, salate, antipasti, primi, secondi dove l'uovo è il protagonista assoluto.

Per il Club di questo mese abbiamo scelto "Eggs" di Teri Lyn Fisher e Jenny Park.

E quel grangeniodellaMai ci ha regalato l'ennesima chicca, questo banner meraviglioso!



In affanno come non mai, questo mese ho giocato "facile" scegliendo una ricetta veloce ma assolutamente deliziosa e particolare.

I Gyeran Bbang sono un classico "street food" coreano: una base di pancakes con sopra un uovo intero, il tutto cotto in forno. Ho scelto volutamente di cuocere bene il tuorlo prolungando la cottura di qualche minuto perchè non amo i tuorli cremosi, ma se a voi piace, basta togliere la teglia dal forno qualche minuto prima.


GYERAN BBANG

(per circa 8 pezzi)
125 g di farina 00
1 cucchiaio di zucchero semolato fine
1 pizzico di lievito in polvere
1 pizzico di sale
160 g di latte fresco
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
9 uova
sale e pepe nero macinato al momento

Preriscaldate il forno a 190°C. 
Ungete leggermente 8 mini teglie da plumcake oppure 8 incavi di una teglia da muffin. 
In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il lievito e il sale. 
In un'altra ciotola sbattete un uovo con il latte e la vaniglia.
Unite i liquidi nel mix di farina in modo graduale, fino ad ottenere una pastella liscia senza grumi.
Dividete questo composto nelle 8 tegline o negli 8 incavi, riempiendo ciascuno per 1/3.
Infornate per circa 8 minuti poi togliete dal forno e aggiungete sopra ciascuno un uovo.
Rimettete inforno per altri 5-6 minuti. Se preferite come me un tuorlo più cotto, prolungate la cottura per altri 2-3 minuti.
Sfornate e lasciate intiepidire alcuni minuti poi passate un coltello attorno ai bordi e con una spatola staccate delicatamente ciascun gyeran bbang dalla teglia.
Insaporite con sale e pepe macinato al momento e servite!

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